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In appendice, A:
Appunti dalla annata della Rivista LA SCALA - Rivista
dell'Opera - 1950
6 , Aprile
Dal libro "Mascagni parla..." si
racconta anche dell'episodio della Cavalleria in cui si ventila
l'ispirazione che il Verdi ebbe nel concepimento di Falstaff.
Lettera del maestro Giovanni Tebaldini che osserva l'aria
stanca e affaticata di Verdi una sera del 1890 a Genova, in presenza di
Boito, Ricordi e Pompei...
Tebaldini a Sant'Agata come a Genova come a Milano fu
più volte, ma non più di due sole a pranzo e mai per pernottare...
A Genova, Palazzo Verdi? Ma quello era ed è il grande
Palazzo Doria!
Col maestro giocavano a tressette... bevevano... il
maestro andò in camera sua. Lo sentirono suonare al piano la Cavalleria...
Una sera i cui ricordi sono discutibili... Tre anni dopo la Cavalleria esce
il Falstaff...
9, Luglio
Nella vecchia Parigi, mille gambe italiane...
Il migliore "Porto" si beve da Cintra, in
Square dell'Opera, a pochi passi dal Teatro di Jouvet...
Cintra diventa l'Eden... Eccone per sommi capi la storia:
... 1881 - Alla "prima" dell'Excelsior di
Manzotti alla Scala, un francese ne resta entusiasta, è Eugene Bertrand.
Andrà a Parigi a istituire l'Eden... con Manzotti...
...1883, - 7 gennaio: Prima di Excelsior all'Eden...
Elena Cornalba trionfa...
...1893... termina la stagione del ballo italiano e il
teatro viene demolito...
Niente a che vedere con Verdi? Non c’è traccia...
CAPELLI BIANCHI
Settanta testimoni vivono raccolti a Milano nella Casa di
Riposo: 40 signori e 30 signore, ritirati "...in un palazzo della
periferia...": molti di loro lo conobbero personalmente.
Quattro belle fotografie a tavola e in cucina delle
sale...
SOCIALITÀ DELL'OPERA ROMANTICA
Confronto con Bellini, Rossini e Donizetti.
... Il melodramma verdiano si rinnova più per forma
intima e propria che non per intenzioni estetiche o propositi riformatori.
(La sua)... continuità di ispirazione investe sempre più tutti gli episodi
della vicenda scenica. E di opera in opera la revisione degli schemi
teatrali in uso si fa vieppiù decisa fino alle immense due ultime creazioni
dell'Otello e del Falstaff; del Verdi capace ormai di moltiplicare per mille
la stessa voce di Guglielmo Shakespeare...
(Scrive Enzo Borrelli)
L'ARTE IN GALLERIA...
Ai primi di gennaio del 1886, a Milano, improvvisa, corre
voce... "E' morto Ponchielli".
Aveva perso conoscenza l' 8 gennaio, facendo lezione ai
suoi allievi in Conservatorio, appena tornato da Piacenza dove era stata
rappresentata la Gioconda, protagonista sua moglie Teresina Brambilla...
Nella portineria di casa sua giace un biglietto da visita
di qualche giorno prima: di Giuseppe Verdi. Era passato inosservato...
Ponchielli muore il 16 gennaio.
LE ONORANZE DI TURNO
Il Comitato nazionale per le onoranze al
CINQUANTESIMO VERDIANO pubblica il suo Primo annuncio. Greppi-Ghiringhelli
sono i promotori a cui si è subito aggiunto Toscanini.
Il coordinamento comprende i sindaci di Milano, di Parma
e di Busseto. Viene firmata una convenzione tra i tre Comuni: Presidente
Avv. Antonio Greppi, Segretario generale Natale Gallini, Vice segretario
Guglielmo Barblan.
Programma:
Pubblicazioni, tra cui:
Ode in morte di Verdi di D'Annunzio del 1901...;
raccolta di "Pensieri e testimonianze" di
maggiori uomini di cultura viventi in omaggio a Verdi; medaglia e
francobolli...;
mostra della 'scenografia verdiana';
congresso internazionale di Studi Verdiani.
CELEBRAZIONI
Funzione in Duomo a Milano, il 27 gennaio; corteo alla
Casa di Riposo e discorso in caso di brutto tempo nel salone della Casa;
mostra di scenografia al Ridotto del Teatro; Messa da Requiem al Teatro.
Mostra di scenografia da trasportare anche a Parma
15-19 aprile a Busseto: Congresso di studi verdiani,
alla Scala
18 aprile - Visita alla casa natale di Busseto
19 aprile - Chiusura del Congresso
MANIFESTAZIONI SCALIGERE
A Busseto esecuzione di Falstaff...
Alla Scala costituzione permanente del "Centro di
studi verdiani" allo scopo di valorizzare ricerca e lo studio
storico-critico attorno alla figura di Verdi... pubblicando e diffondendo i
saggi.. e mantenendo vivo il culto verdiano...
Costituzione di biblioteca specializzata...
(sembra la costituzione della Accademia italiana della
cucina...)
13, Novembre
GUIDA GASTRONOMICA D'ITALIA
RECLAME ALLA GUIDA DELLA "ROLEX"...
La guida è reperibile solo attraverso i concessionari
Rolex, gratuitamente:...vi aiutare a scegliere nei locali migliori e
caratteristici i piatti che vi permetteranno d'asserire d'avere mangiato le
grandi specialità regionali: e ce n’è per tutte le borse. La Guida
presentata in edizione tascabile, illustrata a colori, contiene tutte le
indicazioni utili; specialità e vini, nominativi dei ristoranti e delle
trattorie classificati a seconda della spesa...
LE CRONACHE
Una presentazione dell'anno verdiano scaligero che
chiuderà il 27 gennaio 1952.
Presentazione del Volume per il Cinquantenario della
morte: elenco degli autori
LETTERA AL DIRETTORE
... Verdi poi si poteva onorarlo in altra forma. Tutta la
sua vita, tutta la sua opera non ebbero che una meta: l'italianità. Lo si
onori dunque, anche con la rappresentazione di dimenticate opere
italianissime, vecchie e nuove...
(elenco di vecchie e nuove opere poco rappresentate)
....Ma a proposito di onoranze mi permetta di chiederle
anche se e giusto che Milano lasci dedicate vie secondarie ai grandissimi
nomi di Palestrina, Monteverdi e Vivaldi e alle glorie operistiche di
Rossini, Bellini e Donizetti. Una viuzza è toccata a Puccini, e Mascagni è
stato messo addirittura nel dimenticatoio in omaggio a quei fascisti
antimascagnani che si sono improvvisati antifascisti eccetera... (la miopia
degli enti istituzionali non è mai mancata, anche ai tempi di Greppi,
ultimo vero sindaco della città...)
E per l'ebreo Franchetti c’è ancora l'antisemitismo?
Evidentemente non si pensa altro che alla politica....
Carlo Brini
PALIZZI, MORELLI E VERDI 'VONNO AIUTA GEMITI'
15, dicembre
Si racconta la storia dell'esecuzione del busto del
maestro modellato da Vincenzo Gemito, di cui si conoscono tre esemplari
originali, leggermente diversi l'uno dall'altro... (da Natale Gallini)
ATTENTI ALLE GOLE E ALLE CAVIGLIE
Articolo basato sulle storie di Jarro, al secolo Giulio
Piccini, gastronomo smisurato di 122 chili: "piatti per stomachi
deboli". Si raccontano episodi del ballo Excelsior; altri episodi
legati ai problemi di salute di attori e personaggi...
LE ONORANZE DI TURNO
Si tratta della mancata autorizzazione alla emissione dei
francobolli con soprapprezzo da destinare alla Casa di riposo... che
ha generato una valanga di lettere alla segreteria del Comitato...
Analogamente il concorso internazionale per un'opera
lirica... a cui tantissimi richiedono particolari e suggeriscono
specialità...
Anche Jole Veneziani ha organizzato una festa Soroptimist
Club a favore della casa di Riposo presentando cinquanta modelli per la
grande sera:
Appendice B
Note e appunti sulla costruzione della conviviale
dedicata a Verdi.
Il Museo Teatrale alla Scala invia al Signor Gerardo
Bertazzoni in data 20.1.94 la trascrizione del menu di Verdi c/o il Grand
Hôtel Milan il 20.1.1901
Julienne au crôte
Truite grillée à la maître d’hôtel
Aloyau de boeuf à la jardinière
Pain de gibier
Asperges en branche
Dindonneau à la broche
Glace aux framboises
Patisserie
Dessert
A fine ottocento e primo novecento era regola
fondamentale nella stesura di un menu per un pranzo sia di famiglia che di
festeggiamenti ufficiali di seguire alcune regole ben chiare e diffuse per
un cuoco professionista.
La prima regola era che nessuno si poteva permettere di
avere per due volte carne dello stesso animale e salse della stessa
denominazione. Era ammessa l'eccezione solo nei pranzi a base di caccia, in
cui era permesso che carne dello stesso animale venisse servita. La seconda
regola fondamentale era quella di usare denominazioni poco pompose degli
ingredienti: era tipico chiamare "Criptogami" i funghi,
"perle nere" i tartufi, eccetera. Era assolutamente proibito
coniare nuovi vocaboli per gli ingredienti e per ricette codificate.
Il repertorio della scuola di Escoffier nell'edizione
inglese del 1914 contiene circa 7000 ricette, tutte codificate con
denominazioni e ingredienti, e veniva considerato lavoro ancora non
completato... Ogni ricetta e' costituita da poche righe, con i dettagli
della preparazione in ordine sintetico, logico e naturale.
Menu per un pranzo ufficiale
Deve essere compilato con grande tatto: devono evitarsi
le denominazioni che possano suonare offesa per gli ospiti. Il valore del
menu non è insito solo nella sua cornice o nella sua grafica, ma piuttosto
nel suo contenuto e nel suo significato.
Il consiglio della scuola di Escoffier era di fare un
attento esame sulla stagionalità dei prodotti tra gli ingredienti...
per la loro accessibilità' e inoltre attenzione doveva essere fatta in modo
da non ostacolare la distribuzione del lavoro in cucina.
Secondo il principio di Brillat Savarin, ancora seguito
ai tempi, l'ordine di sequenza delle pietanze va dal sostanzioso
al leggero... Soprattutto gli antipasti non devono essere pesanti...
Si tratta di un concetto poco seguito ai giorni nostri in
cui è piuttosto diffusa l'abitudine di proseguire con sapori sempre più
intensi nella sequenza del menu e in quella dei vini...
Le "savouries" (canapè, crostini, tartine,
ecc) dovrebbero essere escluse ma le rispettive ricette sono riportate nel
repertorio in quanto gli Inglesi, in particolare, sono stati da sempre
appassionati a quelle curiosità.
I formaggi devono essere serviti con la frutta e non
devono comparire salvo poche eccezioni nel menu...
Nella definizione delle portate non si dovrebbe mai
impiegare la dizione... "alla..." ma spiegando che si tratta di...
"alla maniera di...." "secondo lo stile di..."
Veniamo ai vini.
Il suggerimento a evitare una confusione che non c'è
più è per la denominazione.
La semplice indicazione di "vino bianco" o di
"vino rosso" era comune senza indicarne l'origine e si suggeriva
di aggiungere "bordeaux" o " borgogna" solo quando si
trattava di vini veri. Le leggi non imponevano l'indicazione e i capocuochi
venivano invitati a non assumersi alcuna responsabilità quando si dava la
semplice indicazione di "claret" o di "sauternes" e di
"bourgogne" di dubbia provenienza... Succedeva spesso che le
migliori ricette preparate con "graves" australiani, "chablis"
spagnoli o "champagne" internazionali potessero causare le più
grandi delusioni...
Veniva chiaramente affermato che le ricette che dovevano
essere eseguite con vini francesi dovessero essere effettivamente eseguite
con veri vini francesi. Lo stesso discorso era valido per i vini del Reno...
e in genere mettendo sull'avviso il cuoco in apprendistato che buona regola
era che buoni risultati in cucina sono solo ottenibili impiegando prodotti
di perfetta qualità e di certa autenticità...
In merito alla abitudine alla costruzione di un tipico
menu di buona o ottima cucina, la tendenza a fine secolo è quella di
iniziare direttamente con una zuppa o minestra su cui veniva spesso servito
un porto o un punch; seguiva una entrée di pesce (accompagnata ove era
fattibile con champagne) e quindi seguivano "rilievi" per
introdurre gli arrosti.
(un cena richiamata da The Art of Dining, New College
Oxford, 11 ottobre 1892, comprendeva: Potage - Tortue and Tortue claire -
Turbot, sauce homard - Suprême de merlin, a la cardinal (grave errore...)
seguiti da entrées Vol-au-vent a la Toulouse - Ris de veau piqué a
la jardinière - i rilievi Aloyau de boeuf - Dindonneau a la
Duchesse. Il pranzo chiudeva con un roti, Hanche de venaison e come entremets
Pouding au gingembre - petites meringues aux pistaches - Chartreuse de
fruits e Desserts choisis...).
Queste e altre esperienze ci hanno portato a fare qualche
riflessione di adeguamento stagionale e di sequenza di servizio senza
perdere di vista l'aderenza più attenta alla verità storica.
La scelta dell'esecuzione della cena del 20 gennaio 1901
Indubbia la libertà da lasciare al cuoco per piccole
variazioni alle definizioni di repertorio, anche nel caso del menu per Verdi
del 20 gennaio 1901 perfettamente rispettato salvo che per la strana "Julienne
au crôte" che mi ha incuriosito alquanto vista la ortografia e l'uso
del maschile per crôte.
Nel nostro caso possiamo ipotizzare che il maestro, ben
sano, abbia scelto un menu per la sua cena comprendente un assortimento di
proteine tra le più digeribili, la più ampia scelta di verdure e quindi
l'apporto vitaminico necessario ( ricordiamoci che ai tempi dominava la
divulgazione scientifica del Paolo Mantegazza (dal 1864 Elementi di igiene,
riveduta e corretta in varie fasi a partire dalla terza edizione del
1868...), grande igienista, studioso e divulgatore di cultura e buon gusto)
senza rompere la tradizione del progetto di un'ottima cena finche era in
buona salute...
Forse un piccolo segno è l'assenza solo apparente di
tartufi (a gennaio siamo in piena stagionalità): ci troviamo di fronte a
quella classe di alimenti che il Mantegazza classificava tra gli
"alimenti nervosi": gli alcolici, i "caffeici", gli
alcaloidi vegetali in cui possiamo includere funghi e tartufi...
L'uomo cercò gli alimenti nervosi colla studiata
lussuria del palato e dell'eccitamento mentale: ogni tempo e ogni nazione
ebbero i loro alimenti nervosi: gli antichi egizi col Pelusanium, i tedeschi
colla birra, i romani col Falerno, noi col Bordeaux, gli inglesi con Xeres e
Porto, l'abitante della Kamchatka con l'amanita muscaria e la sua orina
narcotizzante... Ogni uomo vede la sua ora in cui poter dimenticare i crucci
del presente... Vedremo che funghi e tartufi sono di nascosto presenti nella
guarnizione del dindonnau, del tacchino...
I vini rappresentano l'olimpo degli alimenti nervosi: il
vino di Marsala di un secolo è un "nettare degli dei". Continua
Mantegazza: l'azione igienica dei vini e troppo trascurata dai medici, i
quali troverebbero in essi una ricca schiera di tonici e di analettici ben
più efficaci di tanti sali di ferro e di tante cortecce amare... e moltissimi
vecchi che seppero conservarsi un buon ventricolo anche dopo i settant’anni,
divengono ottuagenari, nonagenari, perché possono e sanno bevere in dosi
opportune vini generosi e loro coetanei...
Tra essi i vini spumeggianti hanno il loro re nel vino di
Champagne: trovo corrispondenza con il vin du Président da
accompagnare al filet de boeuf a la bernaise famoso piatto in voga al
Pavillon Henri IV di St Germains a Parigi.
Nelle vicine pagine dell’esposizione di Sir Abraham
Hayward viene anche citata una favolosa "croûte au pot",
servita alla Maison Dorée, uno dei ristoranti di grido a Parigi a meta
ottocento...
Giovanni Nelli nel suo trattato di gastronomia del 1868,
Il Re dei Cuochi, edito a Milano, mette ordine proprio nella progettazione
di un pranzo di qualità sia normale che solenne.
Quando il primo servizio alla francese si compone di due
releves e di quattro entrées il secondo allestimento esige due arrosti e
quattro trasmessi.
La simmetria ha sempre sconsigliato il numero dispari
nelle entrées e nei trasmessi in quanto il servizio alla francese ne
imponeva la sistemazione in opposizione sulla tavola... Si ovviava comunque
col servizio di piatti "volanti" che come tali non vengono
collocati sulla tavola...
Ogni pranzo è caratterizzato pertanto al numero delle
entrées: quattro o sei entrées ben visibili sulla tavola determinano
conseguentemente il numero dei rilievi arrosti. Queste regole applicate al
servizio esercitavano una impressione gradevole sui convitati, lusinghiera
per l'anfitrione e soddisfacente per il cuciniere...
Non son di minore fascino anche oggi.
Nel servizio alla russa i piatti caldi non si mettono
sulla tavola: essi sono man mano tagliati in cucina, disposti e direttamente
inviati alla sala da pranzo per essere passati ai convitati. Da questo
obbligo nasce quello di servirsi, o di essere serviti, dai piatti di portata
disposti sul tavolo e fatti girare ai commensali o dal piatto predisposto e
preparato per ogni commensale...
Le abitudini anche nell'ultimo secolo hanno avuto
schieramenti favorevoli o contrari da parte de professionisti della cucina e
della tavola. Oggi, a parte il servizio di buffet da considerare
separatamente, di fatto si procede con il servizio alla russa, sia traverso
un piatto di portata da cui viene fatto il servizio dal cameriere che con
piatti "impiattati" direttamente in cucina per ogni commensale.
Anche in questo caso vantaggi e svantaggi sono tenuti in
conto più a favore del ristoratore professionista che del cliente, ma forse
mi sbaglio. Esistono esempi di ristoranti che tengono a cuore il piacere del
cliente e che si schierano per altri motivi per l'uno o l'altro sistema
organizzativo, in quanto deve essere fatta una scelta, salvo fatti o
occasioni eccezionali.
Scelte che influenzano il servizio e la sequenza
La nostra rappresentazione deve innanzitutto assegnare la
funzione alle portate.
Rivediamole: la sequenza del menu ricevuto nelle note di
archivio del maestro portano alle seguenti funzioni
Julienne au crôte minestra punch o porto
Truite grillée entrée caldo di pesce champagne
Aloyau de boeuf a la jardinière entrée caldo claret
Pain de gibier entrée freddo claret
Asperges en branche trasmesso claret
Dindonneau a la broche arrosto bourgogne
Frutta/formaggio/pasticceria dessert punch o porto
Il grande arrosto è quindi il "tacchino
novello", gustoso animale, cotto allo spiedo, servito tradizionalmente
con accompagnamento di asparagi...
Abbiamo messo in colonna anche i vini che avrebbero
potuto accompagnare il menu del maestro, nella cucina internazionale
d'epoca: punch o porto, champagne, vini comuni, vini di eccellenza
Riflessioni.
Julienne e trota: tra le tante teorie incontrate,
quella del più famoso cuoco e ristorante a Londra M. Baleine, Rocher de
Concale, è che "le poisson est le releve du potage". Possiamo
tranquillamente accostare dello champagne di montagna a partire
dall'inizio e dimenticare le follie inglesi e romane del "punch".
L'arrosto allo spiedo ci pone alcune difficoltà: una
di ordine pratico per le cucine; le norme di igieniche e di sicurezza sono
tali da avere da molti anni scoraggiato l'uso degli spiedi nella
ristorazione milanese. Non è ancora cosi in tante altre regioni, ma il
disuso di pollame e di uccelli - è scomparsa la caccia dalle cucine - ne ha
aiutato la scomparsa senza particolari rivoluzioni.
Ora si ritiene che anche le poche "fiorentine"
che alcuni coraggiosi ristoratori proponevano a Milano portino a fare
scomparire anche quelle esecuzioni. Avremmo dovuto cuocere il tacchino
arrosto... e con i tacchini della nostra generazione, tutti standard,
incapaci di sostenersi, senza muscoli rossi, non si sarebbe trattato di un grande
arrosto...
Quindi abbiamo pensato di passare... il tacchino a entrée
di rilievo... caldo... o freddo...
A questo punto la sostituzione nell'arrosto non poteva
avere luogo che con il manzo, giovane in ogni caso, fortunatamente ancora
permesso e la cui esecuzione, tradizionalmente fatta allo spiedo, in questo
caso presenta per lo meno qualità di carni che sostengono bene la cottura
al forno e l'allestimento alla giardiniera secondo la ricetta descritta da
Giovanni Nelli nel filetto di manzo alla Giardiniera.
Procederemo pertanto al servizio di Tacchino e del Pane
di cacciagione con asparagi nello stesso servizio e proseguendo col
successivo servizio dell'arrosto di vitello alla giardiniera.
I vini
A questo punto la scelta dei vini a seguire la zuppa e la
trota può essere agevolmente fatta accogliendo alcuni suggerimenti
dell'ottocento sugli accostamenti: la partenza con champagne non precludeva
la possibilità di continuare con lo stesso vino anche con le esecuzioni che
seguono; non mancano esempi di buon accostamento, soprattutto con il
servizio contemporaneo di crostini caldi di pane, anche eventualmente di
pane misto nero per marcare la forza del piatto.
In alternativa abbiamo anche recepito un altro esempio
ottocentesco che faceva epoca: champagne per la prima parte del menu
e vino di Beaune a seguire, cioè un buon Borgogna, nel nostro caso
un nobile vitigno di Nebiolo.
Dindonneau e Pain de gibier sono da
considerare come dei classici "rilievi" di introduzione al grande
arrosto.
PS - Punch alla romana: si tratta di sciroppo a 28 gradi,
succo di limone, succo d'arancia con le sue raschiature, sciroppo di
vaniglia, albume in meringa e rum. Veniva congelato. Era servito dopo le
zuppe... come il punch inglese, molto simile, più ricco in vini, compreso
lo Champagne...
Appendice, Allegato C
Menu for the Italian food edition
Correzioni e commenti
Corrections and comments
Antipasti
Hors-d’oeuvre - Savouries
(better than "Appetizers and Salads" as part of
the Italian dinner composition)
Selezione di Antipasti freddi Con Bresaola
Choice of cold hors-d’oeuvre and savouries with
"bresaola" of Valtellina
(as a further description: Selection of cold (in
contrapposition to warm) savouries and "Bresaola" (called also
"Viande des Grisons") dried meat, generally of beef (but might be
of horse and sheep)
"Carpaccio" di Manzo al Tonno
Thinly sliced raw beef tenderloin with tuna sauce
(in case it is accompanied by a sauce: it could be a
mixed beef and tuna "carpaccio. "Carpaccio" means a thinly
sliced meat or fish )
"Carpaccio" di Branzino Crudo con Caviale e
Marinata al Limone
Marinated sliced raw seabass fillet marinated with lemon
and "Caviar"
(Caviar is fish-eggs from a large river fish named "sturgeon")
Fegato d'Oca Tiepido con Pancetta e Pomodorini all'Aceto
Balsamico
Sauté foie gras dressed with Balsamico vinegar and
cherry tomatoes
(foie gras is the international denomination of gooseliver:
it is a typical French specialty as well as a special tradition of Crema
and Mortara in the Po rivers plans; Balsamico is a special tradition
of Modena and of Reggio Emilia (natural balsamico, very expensive, minimum
ageing of 10 years) or also a largely inndustrial or semi-industrial
diffused version of it made by aromatized vinegar. While the first
"Aceto Balsamico naturale" enjoys a D.O.P. protection by the EC,
the semi-industrial version is protected and authorized by a specific decree
of the Italian law)
Insalata di Capesante, Gamberi e Funghi con Salsa al
Curry
Shrimp and scallop salad with mushrooms dressed with
curry sauce
(might be warm or cold at room temperature)
Pomodoro e Mozzarella
Tomato and Mozzarella cheese (dressed with basil and
olive oil)
Insalata Tiepida di Anatra con Verdurine e Funghi
Vegetable and duck breast salad with mushroom (Italian
dressing)
Salmone Affumicato con Insalatina di Granchio e Zucchine
Smoked salmon with crab and zucchini salad
Insalatina di Campo con Erbette e Pomodori Secchi
Assorted wild herbs and fresh spinach leaves with
sun-dried tomatoes
Zuppe
Soups
( Zuppe is a special definition of soup containing bread;
a general soup is denominated "minestra")
Minestrone di Verdure e Fagioli
Vegetable and Borlotti beans soup
("minestrone" has a particular reputation of
"minestrone alla milanese" with addition of rice and of
"minestrone alla genovese" with addition of "pesto" (chopped
basil sauce, Genoa style) and "short sized pasta"- I have written
a small book on it and edited books on "rice" Italian tradition)
Zuppa di Pomodori Fredda
Chilled tomato Soup
(It shall be the international version. Special Italian
traditional version (from Tuscany there is "Pappa al pomodoro" are
not so common, but very tasty!)
"Cacciucco" alla livornese
Fish pot "Cacciucco" livornese
"Caciucco" is a typical version of a "Brodetto
di Pesce".
This tradition of serving a variety of fishes cooked in
fish broth is largely diffused in Italy as well as in other mediterraneum
countries (Spain, France, North africa). The cooking style is particular and
must not be confused.
The style of "Cacciucco" is characterized by a
large presence of tomatoes thick soup and of hot peppers, no zafran, no
clams or mussels. Fish must be absolutely fresh, from sea rock fishing.
Crustaceous are a selected additional prize...
The Accademia Italiana della Cucina has deposited the
official definition as "denominations" in Livorno for
"Cacciucco" and in Marche region for 4 types of "brodetto
marchigiano" (Adriatic sea), which have different peculiarities.
I never heard of: Cappuccino ai Funghi ????
Frothed mushroom soup
Paste & Risotti
Pastas and Risottos
Spaghetti Pomodoro e Basilico
Spaghetti, tossed fresh tomato and basil
(garlic or onion is a general aroma added at the
preparation of the tomato’s sauce; basil shall be freshly cut by hand, raw)
Linguine alle Vongole e Vino Bianco
Linguini with Clams , flavored with white wine
(cite aalso Mussels which are named "muscoli"
in Italian if you plan to mix them with the clams)
I never heard of: Penne Carchitori ??????
Penne with tomato, bell pepper and chicken meat
Strozzapreti alle Verdure
Strozzapreti with vegetables and herbs
Tagliatelle con Gamberetti e Pomodori
Tagliatelle with shrimps,and tomatos
(Cream does not make part of the Italian tradition even
if it has been in the past yeras largely used by common restaurant food
makers... Even if you use it to thicken the sauce, I suggest non to mention
it... My preference would be to suggest the use of butter and flour to get
the same effect...
Orecchiette con Gamberi Reali, Broccoli, Peperoncino e
Olio d'Oliva
Orecchiette with olive oil, chilli, broccoli and tiger
prawns
(garlic or onion is a general aroma added at the
preparation of the sauté)
Lasagne al Forno con Ragu di Manzo e Parmigiano
Oven baked lasagne with meat sauce and Parmigiano cheese
(Parmigiano is a EC denomination, DOP - Parmesan is
generic...)
Risotto alla Milanese
Milanese risotto (yellow rice)
(It might be denominated also "Risotto giallo alla
milanese". It is characterized by the use of Italian rice (you have
similar quality in Pecking area) kindly toasted with onions and butter and
zafran. Important points are provided by the meat broth, the butter and
marrow, the cooking mood and time, the final efficient mixing of butter,
Parmigiano. A wine addition after the initial toasting process is often used)
Risotto alla Certosina
Risotto Certosina with crayfish, frogs legs and
vegetables
(Typical recipee well diffused and very tasty... A
version with spinaches and sea fruits does not make part of the Certosina
and is not traditionally served. It can be good at taste: in case call it:
"Risotto ai frutti di mare con spinaci")
Secondi Piatti e Griglia
Main Dishes and Grills
Filetto di Manzo al Pepe Nero e Scalogno con Polenta e
Spinaci
Grilled Australian fillet of beef with polenta cake,
spinach, bell pepper and shallot sauce
(Tipically not Italian style)
Bistecca alla Griglia (fiorentina)
Grilled tender Australian rib-eye steak (better T-bone
steak).
(Never seasoned before or during cookin. Generally served
with roasted potatoes, warm borlotti or white beans salad. The cooking must
be made at short distance from wood embers, no large flame. Milled pepper
and salt to be added after cooking. Cooking must be underdone inside, well
crunchy outside. The quality of the meat is essential with its proper
natural flavours)
I never heard of Medaglioni di Maiale alla Vadostana
Medaglioni alla Valdosana are based on pork or veal steak
stuffed with a slice of Fontina cheese and dressed with a wine sauce. Too
difficult to assemble... but might be imitated. Dont call it Valdostana,
just call it:
Medaglioni di maiale alla montanara
Pork medallion, marinated in Valdostana, with tomato,
basil and Mozzarella Cheese in a rich red wine sauce.
Petto di Pollo con Carciofi, Zucchine e Sughetto alla
Salvia
Chicken breast sauté with artichokes and zucchini,
served with a red wine sage sauce
Lombata di Agnello al Rosmarino con Peperonata e Patate
all' Aglio
Oven baked rack of lamb with rosmary crust, stewed sweet
peppers and potatos with garlic
Fegato di Vitello alla Veneziana
Sauteed calf's liver with onion, red wine and soft
polenta
Filetto di Salmone alla Mediterranea
Seared (stewed) salmon fillet Mediterranean style
Spezzatino di Filetto di Merluzzo
Stewed codfish with "kalamata" olives, tomato
and onion
Gamberoni alla Griglia con Pomodoro, Erbette e Salsa ai
Capperi e riso selvatico
Panfried tiger prawns with herbs, tomato-caper sauce and
wild rice
Grigliata Mista di Pesce con fumetto di Verdure Crude
Grilled mixed seafood with raw vegetable dressing
Dolci
Desserts
Tiramisu
Traditional coffee flavored, creamy, Mascarpone cheese
dessert
Pere al Vino Rosso
Pears broiled in red wine
Frutta Fresca di Stagione
Seasonal fresh fruits platter
Terrina al Cioccolato
Delicious chocolate terrine
Semifreddo ai Lamponi
Raspberry parfait
Souffe al Formaggio
Cheese Soufflé
Appendice D
Cena indiana
Un confronto con la precedente cena al ristorante indiano
dello stesso quartiere di Milano porta alla seguente sintesi di confronto:
|
Centro culturale Indiano "Sneh Sadan"
Via Paul Cezanne 5 , Milano tel. 02 89406953 -
<snehsadan@tiscali.net>
Giovedi, 31 maggio 2001 Ore 20.15
Un giovedì sera a tavola... con la cucina indiana di
Avinash
*
Masala wadal (frittelle di lenticchie speziate)
Murgh tikka (bocconcini di pollo disossati)
con salse diverse
*
Basmati chawal (riso Basmati)
Gujarati dal (passato di lenticchie)
Papadams (sfoglie di lenticchie aromatizzate)
Raltha (salsa di yogurt con verdure fresche)
Aloo phool-gobi (patate e cavolfiori)
Shahi murgh (pollo reale in salsa delicata)
Dashi badwal (zucchine o okra con yogurt e speziz)
Chapati (pane alla piastra)
Aloo methi (patate aromatizzate)
Puri (pane fritto)
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Gulab jamun (impasto dolce in burro e sciroppo)
Kulfi (gelato indiano artigianale)
Tè indiano (nero, con latte, zucchero e spezie)
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Vini della casa
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Shri Ganesh
Via Lombardini 8, Milano Tel. 02 58110933
Giovedì 10 Marzo 1994 Ore 20.30
fuori quota
Divertimento indiano
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Papadam e Pakora (stuzzichini con piadine)
Stuff paratha (focaccetta con formaggio fuso)
Murgh tikka (pollo alla griglia colorato)
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Riso basmati
Somoza (sfogliatine ripiene di verdure)
Shaki korma (agnello con salsa delicata)
Chicken curry
Salse piccanti, dolci, acide
Peperoncino di Bologna...
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Nan roti (piadine morbide)
Kulfi al mango e pistacchio
Te masala
Vini e birre indiane |
Buon divertimento... con parsimonia! |