Osteria della Buona Condotta

Osteria della Buona Condotta è un ristorante elegante di cucina italiana a carattere casalingo con servizio nr e un prezzo tra 60 e 90€. Valutazione: molto buono (3/5).

(review di www.oliopepesale.com - hReview v0.3)

cucina


chef

nr

cantina

Sommelier:

ambiente

Il ristorante conta 45 coperti all'interno, nr all'aperto; prenotazione nr; aria condizionata: nr; insonorizzazione nr; parcheggio pubblico comodo.

Mise en table:

gestione

Locale fondato nel nr. Gestione di Nicoletta Rossi e Matteo Scibilia (Buona Condotta Snc Enoteca Con Cucina) dal 0993.

Carte di credito: POS / bancomat: nr; CartaSì / VISA / Mastercard: sì; Amex: sì; Diners: no

Sconti:

dove

Osteria della Buona Condotta si trova in Via Cavenago 2 ,  20060  Ornago  (MB),  Italia MM 
telefono:  work +390396919056fax +39nr , website: osteriadellabuonacondotta.it?

coordinate x = 45,5961996, y = 9,416642 - puoi muovere la mappa tenendo schiacciato il tasto sinistro del mouse, usare i commandi di zoom e streetview, passare a vista satellite

commenti

Ci sono 9 commenti di cui 8 con valutazione ed un valore medio di 2,2 su 5:

anonimo, lunedì 19 ottobre 2009 ha scritto:
Cucina e piatti semplici ma molto ben preparati.
Da segnalare: cotoletta alla milanese impeccabile » vini: scelta varia e di livello con un occhio al portafo

valutazione: 3 su 5


Claudio, sabato 7 marzo 2009 ha scritto:
Il menu offre una scelta troppo limitata di piatti decisamente mediocri; la cucina si esprime a livello di normale trattoria. Ciò che spicca è invece la maleducazione e la spocchia del proprietario. Locale sconsigliabile e da evitare.
Da segnalare: foie gras »

valutazione: 1 su 5


anonimo, lunedì 1 settembre 2008 ha scritto:
Si mangia bene, ma Matteo è scostante
Da segnalare: Manzo di Rovato all'olio » vini: Pinot Grigio

valutazione: 2 su 5


cuoco, lunedì 12 febbraio 2007 ha scritto:
piatti ben curati...........
Da segnalare: le cameriere » vini: le cameriere

valutazione: 5 su 5


anonimo, venerdì 13 febbraio 2004 ha scritto:
peccato solo che matteo sia decisamente poco affabile e lunatico... per fortuna c'è nicoletta, decisamente più dolce e disponibile. Peccato davvero... eravamo clienti affezionati, ormai evitiamo di tornarci...
Da segnalare: dolci!!!! »

valutazione: 2 su 5


anonimo, venerdì 7 marzo 2003 ha scritto:
Ambiente curato, piatti buoni, servizio impeccabile
Da segnalare: tagliata al radicchio »

valutazione: 2 su 5


Guma, martedì 3 dicembre 2002 ha scritto:
piatti fra il discreto e il buono, camerieri discreti titolare decisamente str**** e borioso!
Da segnalare: pollo ripieno di porri e tartufo, crostatina di crema e pere » vini: sono astemio

valutazione: 1 su 5


Adriano, venerdì 15 novembre 2002 ha scritto:
piatti delicati ed equilibrati
Da segnalare: bignè di patate con tartufo bianco salsa di foie gras al profumo di torcolato » vini: Ribolla

valutazione: 2 su 5


recensione dal Venerdì di Repubblica (Gianni e Paola Mura), venerdì 1 novembre 2002 ha scritto:
"Poco lontano dal casello autostradale di Cavenago, sulla Milano-Venezia, in un cascinaie inizio '900, si sono spostati da quattro anni Matteo Scibilia e Nicoletta Rossi. Prima erano a Vimercate. E prima ancora (prima di conoscersi, di sposarsi) erano nell'ambiente: lei lavorava a Milano all'enoteca Solci, lui per un'azienda che distribuiva prodotti di qualità (caviale, agnello pré salé, carne di Angus) ai ristoratori. Dice lui: «Tante volte, per fargli assaggiare una novità, ho cucinato per Gualtiero Marchesi. Matteo , dovresti aprire un ristorante, mi diceva. Anche altri chef me l'hanno detto. Eccomi qui». Nella coppia, ognuno rispetta le specializzazioni precedenti: Nicoletta si occupa della cantina (circa 500 etichette, servizio anche a bicchiere, scelte meditate), Matteo della cucina. Anche se sta in sala, sovrintende: ai fomelli c'è uno staff di quattro cuochi diretto dal lombardo (di Seregno) Mauro Ferrari. E bada a rifornirsi di prodotti di nicchia. Per esempio, qui si troverà bene chi ama il formaggio, con piatti a tema: gli erborinati, i pecorini, i caprini, il Sud."
Da segnalare: "Il menù cambia ogni 15-20 giorni, ai funghi si stanno sostituendo i tartufi (bianchi e neri). L'impronta di base è lombarda, e l'annunciano i missoltini (agoni essiccati e conservati sotto sale: non esitate a esaltarli con qualche goccia d'aceto rosso) con crostini di polenta, il luccio in salsa verde, la cassoeula, il cotechino in foglia di verza, le lasagne di cervellata cremasca (pasta di salame con zafferano e spezie). Altri piatti: fegato grasso cotto a vapore, zuppetta di fagioli di Lamon con porcini e astice al sesamo, pappardelle di semola di grano duro al ragù di capriolo, maccheroncini con radicchio trevigiano, luganega e ristretto di vino rosso, ravioli d'anatra con scaglie di Castelmagno, risotto mantecato, baccalà al profumo di timo, polpette di vitello con fonduta leggera, tagliata di manzo ai semi di senape con fagioli zolfini di Pratomagno, bocconcini di cinghiale brasato, filetto di cervo in salsa di vino rosso, piedino di maiale impanato (l batsoà piemontese, per capirci). Buoni i dolci di casa, in particolare quelli al cioccolato e i sorbetti. Per gli amatori, disponibili sigari e distillati adeguati: rum e grappe in primis" »

valutazione: nr su 5


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