Antica Osteria La Rampina

Antica Osteria La Rampina è un ristorante elegante di cucina italiana a carattere del territorio con servizio veloce e attento e un prezzo tra 60 e 90€. Valutazione: buono (2/5).

(review di www.oliopepesale.com - hReview v0.3)

cucina

petto d'oca all'Antica Osteria La RampinaRistorante in un'antica fattoria, offre piatti anche innovativi ma basati sugli ingredienti della tradizione del territorio.

chef

nr

cantina

Sommelier:

ambiente

Il ristorante conta 80 coperti all'interno, nr all'aperto; prenotazione consigliabile; aria condizionata: sì; insonorizzazione media; parcheggio privato del ristorante.

Mise en table:

gestione

Locale fondato nel nr. Gestione di Lino e Angelo Gagliardi (Ristorante La Rampina - Antica Osteria snc) dal 1973.

Carte di credito: POS / bancomat: sì; CartaSì / VISA / Mastercard: sì; Amex: sì; Diners: sì

Sconti:

dove

Antica Osteria La Rampina si trova in Cascina Rampina 3 ,  20098  San Giuliano Milanese  (MI),  Italia MM 
telefono:  work +39029833273fax +390298231632 , email: , website: http://www.rampina.it

coordinate x = 45,398319, y = 9,285199 - puoi muovere la mappa tenendo schiacciato il tasto sinistro del mouse, usare i commandi di zoom e streetview, passare a vista satellite

commenti

Ci sono 4 commenti di cui 3 con valutazione ed un valore medio di 2 su 5:

anonimo, martedì 16 febbraio 2010 ha scritto:
le pietanze sono cucinate con ingredienti ottimi, ricercatezza e semplicità
Da segnalare: sia i piatti a base di pesce che quelli a base di carne sono squisiti » vini: putroppo sono astemia

valutazione: 4 su 5


anonimo, mercoledì 12 novembre 2003 ha scritto:
Servizio scadente e disattento a ristorante pressochè vuoto. Ordinati menu arrivati male e incompleti. Alcuni piatti sicuramente non all'altezza di tradizione e prezzo.

valutazione: 1 su 5


Antonio Picione, lunedì 14 ottobre 2002 ha scritto:
Molto caro (70/80 euro) confrontato con la qualità dei piatti e la loro ricercatezza.

valutazione: 1 su 5


recensione dal Corriere della Sera, edizione di Milano (P.F.), martedì 11 giugno 2002 ha scritto:
"Le storie non tramandano cosa mai abbia ordinato all'oste, per lenire il bruciore delle «Cinque giornate»: ma attestano cQn certezza che fu proprio li, davanti al cortile della «Rampina», che nel 1848 si accampò il generale Radetzky in fuga da Milano. La stessa osteria della Rampina presso cui, già nel '600, potevano far sosta commercianti e pellegrini in viaggio per Roma. L'unico posto di ristoro, la Rampina, rimasto sempre in piedi anche nel decennio successivo al 1570, quando, persino .l'ospedale religioso e l'antica chiesetta tra San Giuliano Milanese e Melegnano furono chiusi. Non basta: la Rampina esiste «almeno dal 1500», certificano i documenti degli archivi: ma se si pensa che precisamente in questo punto, al nono miglio esatto lungo la via Emilia partendo da Porta Romana, su questo medesimo ciglio sinistro della strada, era collocata sin dal IV secolo la stazione per il cambio dei cavalli, si può anche ben credere che la storia della Rampina sia addirittura molto, molto più antica di quanto le càrte ufliciali non dicano. Così, di oste in oste, tutti regolarmente censiti almeno negli ultimi tre secoli con lo stesso scrupolo dei Papi, quella che tuttora si chiama «La Rampina -Antica Osteria» è attualmente gestita dai 1973 dai fratelli Angelo e Lino Gagliardi: giardinetto interno, saletta tranquilla, grande cucina con sontuoso camino, il tutto racchiuso in un cascinale che se solo potesse parlare avrebbe più aneddoti da narrare che bottiglie da vuotare. «Come le sere in cui - ricorda Angelo, manager nonché sommelier del locale - veniva qui a mangiare Tognazzi: per il quale mio fratello Lino, il cuoco di famiglia, curò anche una cena in stile antica Roma, in una villa con duecento ospiti». E, da Radetzky in poi, i nomi di grandi generali, anche di opposti eserciti, seduti a un tavolo della Ramprna non hanno fatto che rinnovarsi: nel '92, in piena stagione di Mani pulite, capitava che una sera arrivasse Bettino Craxi e due sere dopo Saverio Borrelli. «La storia di questo locale - conclude Angelo Gagliardi - naturalmente ci rende fieri». E il futuro? «Dal punto di vista gastronomico siamo tranquilli. Quel che serve, a cascinali come questo, è piuttosto una tutela architettonica. Sono patrimoni preziosi ma fragili: e sarà sempre più necessario proteggerli, ristrutturarli, salvaguardarli»."

valutazione: nr su 5


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