sentenza della Corte Europea sul cioccolato

 

 
Secondo la Corte Europea, Italia e Spagna saranno obbligate a recepire la normativa in base alla quale non si potrà più imporre la dicitura “surrogato” al cioccolato che contiene sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao fino al 5% del peso totale. E’ questa la decisione dei giudici europei, resa nota oggi. Carlo Petrini, presidente del Movimento internazionale Slow Food, commenta: “Mi sembra che i nostri politici a Bruxelles piangano “lacrime di coccodrillo”. Ricordo bene che nel 2000, nonostante una campagna di opinione portata avanti da diverse forze sociali, tra cui Slow Food e le associazioni del commercio equo e solidale, la risoluzione oggi criticata fu votata all’unanimità dai nostri parlamentari senza distinzione di schieramento. Non si può fare altro che rammaricarsi e affidarsi, come succede purtroppo sempre più spesso, alla coscienza e alla professionalità degli artigiani eccellenti, che dovranno indicare con chiarezza l’assenza di grassi vegetali diversi dal burro di cacao nel loro prodotto. Per Slow Food si tratta di una conferma che la strada da seguire è quella dell’educazione del consumatore, non solo attraverso l’informazione - districarsi tra i marchi e la lettura delle etichette è sempre più difficile - ma soprattutto attraverso l’educazione del palato: la qualità si riconosce al gusto, dobbiamo imparare ad esercitarlo.
   
Articolo pubblicato giovedì 16 gennaio 2003 da ufficio stampa Slow Food.
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