carne bovina

   
vecchia_Milano_in_cucina.jpg (11492 bytes) La Delegazione di Milano Internazionale dell'Accademia Italiana della Cucina ha festeggiato all'Antica Osteria di San Galdino, a Zelo Surrigone (MI), la cena ecumenica dell'Accademia sul tema della carne bovina, manifestazione che ha impegnato il 16 di ottobre 2002 tutte le delegazioni, in Italia e all'estero.

La cena ha messo in luce l'antica esperienza in macelleria della famiglia Marmondi, che ha eseguito con perizia e passione un menu che ha preso spunto, come ha spiegato il delegato Enzo Lo Scalzo, dalle preziose opere di Ottorina Perna Bozzi, Vecchia Milano in Cucina e Vecchia Brianza in cucina, recentemente ristampate.

   
vecchia_Brianza_in_cucina.jpg (12133 bytes) La centralità del ruolo della carne bovina nell'alimentazione umana è stata ribadita ai presenti dal segretario Marco Almerigogna, che ne ha illustrato alcuni diversi modelli di consumo: nel '700 nobili e mercanti preferivano le frattaglie, lasciando i duri tagli di muscolo ai contadini. Anche i prezzi del mercato riflettevano queste preferenze, una libbra di midollo o lingua valeva 20 soldi, 16 di rognone, 12 di lardo, contro i 6 soldi e 6 denari dello stesso peso di carne di bue o vitello. Anche in India, Paese della vacca sacra, i Veda si sono nutriti di carne ed i Brahmani provvedevano alla macellazione. Il divieto arrivò verso il 600 a.C., quando per la crescita della popolazione ed un susseguirsi di siccità il popolo di carne già ne vedeva pochissima, anche come una reazione per riaffermare l'induismo rispetto al nascente buddhismo, prima religione contraria all'uccisione.
   
Articolo pubblicato mercoledì 16 ottobre 2002 da oliopepesale.
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