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Negri news

 

 
  L’articolo firmato da Silvio Garattini è in sintonia con la sintesi sul tema di Giovanni Ballarini, seppure con minore ottimismo nella affidabilità epidemiologica della statistica disponibile. Afferma Garattini che "la scienza non dà certezze ma solo conoscenze che sono sottoposte a continue revisioni in rapporto al procedere degli studi. In altre parole la scienza può fornire solo stime di probabilità per la malattia legata alla "mucca pazza" così come per molte altre malattie comuni o rare per le quali le nostre conoscenze sono imperfette".Egli deduce come noi che "per il principio di prudenza è comunque bene bandire l’uso delle farine animali... Il prione non è un batterio, né un virus né tanto meno altro microrganismo patogeno ma una semplice proteina dalle caratteristiche assolutamente particolari. Il prione è particolarmente resistente al calore e all’azione di enzimi potenzialmente in grado di degradarlo. Come tale è difficilmente eliminabile attraverso l’uso dei comuni processi di sterilizzazione....La sua infettività... fa riferimento a una modalità di trasmissione nuova e per parecchi versi non del tutto compresa... E’ comunque abbastanza verosimile che il prione possa essere trasmesso da una specie animale all’altra e quindi anche dai bovini all’uomo. In quest’ultimo caso la trasmissione determina lo sviluppo di una nuova variante dell’encefalopatia spongiforme umana nota come morbo di Creutzfeld-Jacobs..."E ancora: "E’ fortemente infettivo il cervello, il midollo spinale (da non confondersi con il midollo osseo, quello degli ossobuchi), la milza, alcune parti dell’intestino e il timo. Non si è mai osservata infettività per il tessuto muscolare, cioè la carne, e per il latte... Prudenza vuole che si scartino gli organi a rischio... Prudenza vuole pure che non si terrorizzi il prossimo prospettando catastrofi nell’uso della carne e del latte..."" In conclusione occorre ricordare che il periodo di maggiore infettività dovrebbe essere già passato... Oggi esiste certamente maggiore attenzione al problema e le garanzie per la salute dei cittadini europei sono incomparabilmente superiori rispetto al passato... Nel frattempo i nostri politici farebbero bene a occuparsi seriamente dei problemi ancora aperti e trovare le risorse necessarie a sostenere i centri italiani di ricerca che si dedicano allo studio delle malattie da prioni. Quando le certezze sono poche le chiacchiere medianiche non servono, serve invece la ricerca scientifica fatta con impegno, serietà e competenza.
Silvio Garattini
   
Articolo pubblicato giovedì 1 marzo 2001 da Enzo Lo Scalzo.
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