MangiarBere-09

altri convegniPanarda Più che un convegno è un grandissimo convivio: la tradizionale festa della Panarda, organizzata dalla Delegazione di Chieti, a cui ha partecipato della nostra Delegazione il consultore professore Alberto Tajana. Alberto ha registrato in video la cronaca completa di tutte le portate (ben 54) del pranzo: un post prandium relax in albergo ne dimostra anche la delicatezza dopo sei ore di convivio, serenamente chiuso da una festa magica di fuochi e concluso da un aperitivo per una cena a seguire... La "panarda" è un rito gastronomico che affonda le sue origini in secoli di storia, scrive Mimmo D’Alessio. "Legata a ricorrenze religiose essa era ed è praticata in alcune zone dell’Abruzzo con un rituale diverso tra zona e zona. Con il termine "panarda" si intende il "convivio abruzzese" di 40/50 portate che in talune occasioni - una laurea, la partenza per il servizio militare, un successo di carriera - veniva offerto a pochi eletti.L’edizione del 2000 si è svolta a Bucchianico (Ch), borgo medioevale, al Palazzo del Banderese.Ne ripubblicheremo, in caso non fosse possibile questa volta, il menu con qualche annotazione ma alla prossima "Gli Angeli in cucina" potremo anche raopprresentarlo in video... Gli Agnolotti a Scurzolengo (At) Merita un accenno un convegno-conviviale di nicchia, dedicato agli "agnolotti". Ha avuto luogo in un Club enogastronomico simpatico, a Scurzolengo d’Asti, via Maiocco 4, telefono 0141 202582 denominato "La raviola galante".Coordinato da Giovanni Goria ha visto tre oratori (Luigino Bruni di Alessandria, Nanni Ghione di Asti e Giovanni) raccontare tra gli agnolotti la loro storia, le differenze, le usanze e anche il modo di gustarli. Accompagnati ai più confacenti vini del luogo hanno avuto la compagnia di altri reperti gastronomici tipici del territorio, tra cui una originale "finanziera falsa" in tempi di mucca pazza... A qualche decina di metri anche il grandioso castello, in cui avrebbe potuto essere rinchiusa in attesa della sua saggezza! Il menu: calici di brut con sgonfiotti fritti al formaggio e cacciatorino di campagna al porcello verace; antica giardiniera piemontese fata in casa e messa in barattoli di buone verdure agrodolci nella salsina di pomodoro al tonno; peperoni padellati al dolce brusco e acciughe, detti "alla Goria"; insalata di formaggi freschi del maitre Ferraris; agnolotti classici nostrani "ai tre arrosti" (vitello, maiale, coniglio), conditi con sugo d’arrosto all’astigiana; agnolotti di asino conditi al sugo del loro brasato al vino rosso, all’alessandrina; agnolotti di magro ai porri e ricotta "seirass", conditi al burro, zenzero e cannella; assaggio di agnolotti "di bassa Langa" (tre in un bicchierino) immersi in vino Barbera; Tartrà con una neofinanziera, cioè un tentativo del dopo-mucca-pazza, utilizzando frattaglie disponibili non bovine. Famosi dolci del Ferraris e i buoni vini di Scurzolengo. Articolo pubblicato giovedì 1 marzo 2001 da Enzo Lo Scalzo.
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