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"La cucina del sub-continente indo-pakistano è molto
più che la cucina di una sola nazione, o di una civiltà recente: è
un'arte intricata che ha le sue radici in costumi secolari, nelle varie
nazionalità degli abitanti, nelle condizioni climatiche, nel gusto
nazionale e individuale, e infine anche nella religione. E' chiaro infatti
che l'influenza delle religioni indù e musulmana ha una parte di primo
piano nel determinare le abitudini alimentari delle popolazioni. Per
esempio, la stragrande maggioranze dei pakistani, che è musulmana, non
mangia maiale; la stragrande maggioranza degli indiani, indù, non mangia
invece carne bovina. La presenza di tanti piatti a base di montone nella
cucina sia indiana che pakistana riflette forse uno spirito di compromesso. |
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Molti esitano ad assaggiare i piatti indo-pakistani perché temono che i
famosi curries siano troppo piccanti per il loro palato.
Effettivamente il curry indiano può essere molto piccante, ma nella
cucina indiana esistono anche preparazioni di grande delicatezza. |
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Rimane vero che per gli indiani il sapore è la cosa più importante in
un cibo, e l'uso delle spezie con cui quel sapore si ottiene la cosa più
importante nel cucinare: atteggiamento molto diverso da quello dei cinesi e
giapponesi, che considerano il meticoloso tritare e affettare, e la
rapidità nel cuocere, elementi d'importanza perlomeno pari all'abilità nel
condire. |
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L'amore degli indiani per le spezie ha determinato l'eccellenza e la
varietà dei loro curries, che quando sono preparati a regola d'arte,
sono piatti sapienti e raffinati, piccanti giusto quel tanto da riuscire
gustosi; benché "giusto quel tanto" possa essere ancora un po'
troppo per un palato non avvezzo." |
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Così si esprime sulla cucina indiana una grande scrittrice ed
appassionata gastronoma, Pearl S. Buck [**]. |
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[*] carta geografica messa cortesemente a disposizione
dall'Università di Austin, Texas |
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[**] Pearl S. Buck, Oriental
Cookbook, trad. it. La Cucina Orientale, Milano, Rizzoli, 1975, a p. 67 |
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