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Ci perdonino storici e eruditi per questa
sintesi ancor più stringata di un "Bignami" e che vuole solo
essere un piccolo supporto alla curiosità di chi si avvicina alla cultura
araba per la porta della cucina |
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| le
origini |
Le origini della cucina araba si possono
cercare tra i beduini della penisola arabica pre-islamica. |
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Nell' alimentazione delle popolazioni di
allevatori nomadi figuravano datteri, latte - di cammella ma anche di
capra e pecora - e relativo formaggio; occasionalmente ortaggi e frutta
cresciuti all'ombra delle palme nelle oasi; infine carne, soprattutto di
montone |
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| l'espansione
islamica (VII-IX sec.) |
La morte del Profeta Maometto (632 A.D.) fu
seguita da un periodo di conquiste militari che portarono gli Arabi al di
fuori della penisola arabica e che condussero alla costruzione di un impero
che si estendeva dall'Asia al Nord Africa, fino in Spagna ed in Sicilia. |
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Nel primo periodo, sotto la dinastia Umayyade,
con capitale Damasco, i gusti semplici e primitivi degli ex beduini si
scontrarono e poi incontrarono con le raffinate tradizioni Persiane e
Bizantine e con quelle degli altri popoli che furono assoggettati. |
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Le popolazioni stanziali conquistate, si
nutrivano anche di numerose verdure e ortaggi: zucchine, porri, cetrioli,
olive, fagiolini, ecc. e poi di frutta: uva, melegrane, limoni... |
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Nel corso degli anni il progressivo
mescolarsi degli alimenti e dei gusti fece il suo dovere e le tradizioni
mediorientali, mediterranee e persiane ebbero modo di contribuire la loro
tradizione al di fuori degli antichi confini |
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| il
periodo Abbasside (IX-XII secolo) |
Gli Arabi realizzarono non solo un impero nel
senso politico del termine, ma anche anche un grande spazio economico
comune: infrastrutture d'irrigazione per l'agricoltura, sicurezza nei
trasporti, stabilità nei cambi tra le valute e controllo dell'inflazione
aprirono i confini interni dell'impero ad una prima "globalizzazione"
economica che fece fiorire il benessere generale. |
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Il riso, originario dell'India e coltivato - in
era preislamica - in Siria, Iraq e Iran, si diffuse in tutto l'impero. Lo
stesso successe per lo zucchero. Si sviluppò anche il traffico delle
spezie prodotte in estremo oriente: pepe, zenzero, cannella, cardamomo, ... |
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Baghdad era la capitale di questo impero e lì,
a corte, la cucina fu trasformata in arte e decantata nella
letteratura gastronomica: i piatti si arricchirono degli ingredienti più
dispendiosi, le tecniche di preparazione si sofisticarono
(cristallizzazione nel miele, affumicatura, conserve), la presentazione
divenne importante (p.es. colorazione con zafferano) |
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La principale influenza in questa
sofisticazione fu senz'altro legata alla cucina persiana, la cui traccia
resta ancor'oggi visibile nei piatti i cui nomi terminano per -ak e -aj. |
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| i
Mongoli (XIII sec.) e gli Ottomani (XIV sec.) |
Il declino del regno Abbasside fu marcato dalla
caduta di Baghdad, nel 1258, per mano dei Mongoli. Il maggiore rigore
puritano obbligò nell'ombra i fasti culinari sviluppati nel periodo
Abbasside. |
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La grande tradizione culinaria fu ripresa dagli
Ottomani, a partire dal XIV secolo. Anche i Sultani svilupparono la loro
gastronomia partendo da quella persiana e la disseminarono nei Paesi
assoggettati, non solo nei territori già arabi ma anche nei Balcani,
in Serbia, Romania, Ungheria, Grecia. |
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Questa però è un'altra storia. |
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[*] immagine
usata con il permesso delle General Libraries dell'Università del Texas a
Austin |
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