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latte e formaggio |
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di oliopepesale - e-mail: editor@oliopepesale.com |
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latte crudo |
Il
latte crudo sta ricomparendo sulle tavole. Il gusto ricco e cremoso, il
profumo di buono e di fresco stanno tornando, legalmente e in assoluta
igiene e salute, grazie ad un sistema di distribuzione self service:
le fattorie che aderiscono all'iniziativa "il
mio latte appena munto", nata grazie alle Associazioni allevatori, ai tecnici SATA
e alla collaborazione delle Direzioni Generali Agricoltura e Sanità della Regione
Lombardia,
si dotano di un distributore automatico collegato direttamente alla cisterna
refrigerata in cui viene convogliato il latte dopo la mungitura. Da
qui ci si può servire, in genere al prezzo di 1€ al litro, portando delle
bottiglie da casa (consigliate di vetro se da riutilizzare, altrimenti
quelle in PET dell'acqua minerale, se a perdere) o approfittando di quelle
cortesemente messe a disposizione dai fattori. Il latte crudo va mantenuto
al freddo, in frigorifero nella zona più fredda - idealmente a 4°C, e
consumato nelle 24 ore. Se si vuole conservare più a lungo si deve bollire,
ma a questo punto sarà meno buono di quello pastorizzato
comprato al supermercato...
Il latte ha un importante valore alimentare: contiene proteine, zuccheri, grassi, vitamine.
Saperesapore,
l'area monografica di oliopepesale, entra nei dettagli per chi vuole approfondire. La
lista delle fattorie aderenti all'iniziativa è disponibile sul sito
della Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia (clicca qui).
Fortunatamente l'iniziativa non è riservata ai soli milanesi: anche Roma avrà il suo latte “alla spina”, per di più da allevamenti biologici.
Lo ha annunciato la Confagricoltura, precisando che il latte verrà messo in vendita sfuso e “crudo”, ovvero non pastorizzato, attraverso un distributore automatico.
«Il latte in vendita» - spiega il responsabile dell'iniziativa Giuseppe Brandizzi - «e' un prodotto genuino che proviene da un allevamento biologico; ha un sapore del tutto differente da quello che si trova in latteria, fresco o a lunga conservazione. Il latte che si trova nel distributore è freschissimo e non trattato (non ha ricevuto pastorizzazione, ne' trattamenti termici) e viene solo raffreddato istantaneamente».
Lo spaccio della Cooperativa Allevatori Testa di Lepre si trova al km 22 della S.S.
Aurelia. Chi proviene da Roma deve proseguire in direzione di Civitavecchia e uscire a Fregene - Cesano - Anguillara; alla rotonda girare a destra per Cesano e dopo 50 metri svoltare a sinistra
(fonte: Cheesetime.
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| formaggio |
Dopo aver gustato per un po' il latte crudo, comincerete ad avere
gradevoli sorprese, come ad esempio scoprire alla mattina un denso strato
di panna sulla superficie del latte conservato in frigorifero. Se volete
incentivare l'affioramento, usate un recipiente largo e potrete usare il
mixer per farvi qualche noce di burro freschissimo.
Ma la vera sfida è quella di preparare il formaggio in casa. E'
un'impresa che richiede precisione, ma che darà soddisfazione a chi
vorrà dedicarci un po' di tempo. Dovete dotarvi di tre litri di latte
crudo, di caglio, un termometro ad alcol e delle fuscelle. Potete
acquistare il kit dagli stessi fattori oppure, per risparmiare, servirvi
nei negozi specializzati.
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| latte crudo |
pentola in acciaio |
termometro |
caglio |
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Le ricette sono diverse a seconda del tipo di formaggio che si vuole
ottenere. Ecco quella della crescenza: |
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Versate i tre litri di latte nella pentola
di acciaio (o alluminio) e riscaldate il latte sul fuoco fino a che
raggiunge la temperatura di 36°C, continuando a mescolare.
Controllate la temperatura con il vostro termometro ad alcol (o
digitale). |
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Aggiungete 2 ml di caglio (30 gocce)
mescolando bene per un minuto circa.
Mettete la pentola nel forno, che avrete preriscaldato tra i 30° e
i 40° (usate il prezioso termometro per verificare) e lasciate
riposare per circa un'ora, per permettere al caglio di coagulare la
cagliata. |
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A questo punto è il momento di
"rompere la cagliata" (se tutto è andato bene ...
altrimenti aggiungete ancora un po' di caglio, rimettete la pentola al
caldo e incrociate le dita!): con un coltello sufficientemente lungo
tagliate la cagliata in modo da ottenere dei blocchi di circa sette
centimetri di lato. |
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Lasciate riposare per una decina di
minuti, poi continuate la rottura, aiutandovi con un piattino, fino ad
ottenere dei granuli della dimensione di una nocciola. Lasciate
depositare per cinque minuti, poi, servendovi di una schiumarola,
trasferite la cagliata nelle fuscelle. |
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Mettete le fuscelle nel lavandino o in un
recipiente dove potranno gocciolare spurgando il siero per circa 24
ore, coperte da una pellicola. Nelle prime ore di questo periodo
dovrete rivoltare la cagliata nelle forme, dopo la prima ora, dopo
altre due ore ed infine dopo altre tre ore. |
Trascorse queste ore procedete alla salatura, cospargendo il sale sulle
forme. Al termine delle 24 ore estraete il formaggio e conservatelo in
frigorifero in un piatto coperto o altro recipiente chiuso. Potete mangiarlo
dopo 5 giorni.
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Ovviamente, se messa in fuscelle tonde, la crescenza non viene
rettangolare ...
buon appetito!
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