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latte

 

Dal processo di pastorizzazione nascono tre tipi di latte: il latte pastorizzato, il latte fresco pastorizzato ed il latte fresco pastorizzato di alta qualità
   
il latte alimentare in commercio Il latte pastorizzato presenta due caratteristiche: fosfatasi negativa (cioè assenza di questo enzima, che prova il trattamento termico) e contenuto di sieroproteine non inferiore all'11% delle proteine totali. Questo latte può avere subito una pastorizzazione a temperatura elevata (80°C), o più pastorizzazioni, come accade per il latte d'importazione. Il suo apporto nutritivo è più modesto di quello degli altri due dello stesso gruppo.
   
  Il latte fresco pastorizzato è in pratica il latte che tutti conosciamo quando parliamo di "latte fresco". Deve essere crudo quando raggiunge lo stabilimento di lavorazione e subire un unico trattamento di pastorizzazione, entro le 48 ore dalla mungitura. Anche questo latte deve presentare fosfatasi negativa, mentre il contenuto in sieroproteine deve essere superiore al 14% delle proteine totali.
   
  Il latte fresco pastorizzato di alta qualità deve soddisfare criteri sanitari più rigorosi: per commercializzarlo le aziende devono essere state specificamente autorizzate dalle ASL. La percentuale di sieroproteine deve essere almeno del 15.5%. Non deve avere perduto grassi o proteine durante la lavorazione: non esiste quindi in versione scremata o parzialmente scremata.
   
  Dai processi di sterilizzazione hanno origine due tipi di latte: il latte sterilizzato a lunga conservazione ed il latte UHT a lunga conservazione
   
  Il latte sterilizzato a lunga conservazione viene sottoposto ad un trattamento termico pesante (20-30 minuti in autoclave a 120°C-130°C), che ne garantisce una conservazione per sei mesi a temperatura ambiente, ma che ne pregiudica sia il gusto che le proprietà alimentari.
   
  Il latte UHT a lunga conservazione è sottoposto ad un processo di risanamento durante il quale il latte viene riscaldato a 140°C (UHT: Ultra High Temperature) per un tempo di 2-3 secondi e successivamente riportato ad una temperatura di 18°C. Altre aziende utilizzano uno scambio diretto di calore, investendo il latte con un getto di vapore a 151°C. Il latte UHT ha una durata di 90 giorni a temperatura ambiente. Anche in questo caso caratteristiche organolettiche ed alimentari sono inferiori al prodotto fresco, benché migliori del precedente.
   
la data di scadenza ed i nuovi latte Quanto dura il latte? Per quanto tempo mantiene le caratteristiche organolettiche, alimentari, sanitarie che aveva al momento del confezionamento? Lo dice la legge, che stabilisce la data di scadenza. Per il latte fresco essa è di cinque giorni dal confezionamento, in pratica quattro giorni in vendita. Dopo questa data, la vendita è vietata. La durata effettiva in realtà varia e dipende da vari fattori, per esempio se la confezione è stata subito aperta o e rimasta chiusa, dalla regolazione della temperatura del frigorifero, ecc.
   
  Ma il motivo per cui alcuni tipi di latte durano di più è legato alle differenti caratteristiche dei trattamenti. Il Frescoblu della Parmalat è stato sottoposto a processo di microfiltrazione. In parole semplici, all'arrivo in centrale si separano la parte grassa e la parte liquida del latte. La prima subisce un trattamento termico per una prima eliminazione di batteri. Il latte scremato è microfiltrato, passato cioè attraverso speciali filtri ceramici che trattengono batteri ed altre cellule estranee. Il latte passa poi per un normale processo di pastorizzazione, per garantire che l'eliminazione dei germi patogeni sia completa. Panna e latte scremato vengono infine assemblati per terminare la lavorazione.
   
  Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, ha effettuato un test su Frescoblu di Parmalat e su altri prodotti particolari ma comunque definiti dai produttori "freschi" e - in qualche maniera - a più lunga durata, quali ad esempio Muller Latte Fresco Qualità Superiore, Berchtesgadener Land Latte Fresco Intero da Agricoltura Biologica. I risultati del test di Altroconsumo  concludono che il latte che si definisce fresco, anche quello con scadenza prolungata, rispetta in pieno i parametri di qualità stabiliti dalla legge. Le caratteristiche chimiche, microbiologiche, nutrizionali e di gusto dei prodotti che si definiscono freschi e che "durano di più" [...] sono le stesse dei latti freschi tradizionali. Non solo: i campioni di latte fresco tradizionale, anche tre giorni dopo la scadenza, mantengono inalterate le caratteristiche di qualità e freschezza e sono ancora perfettamente consumabili. Altroconsumo auspica una modifica della normativa in materia.
   
  oliopepesale pensa che sia giusto cambiare la normativa, ma non solo nel senso di includere nel latte "fresco" i nuovi prodotti usciti da differenti trattamenti produttivi. Il concetto di "fresco" evoca nel consumatore la nozione di naturale, appena munto, forse un immagine di contenitori in alluminio che portano nelle case del paese il latte appena uscito dalle stalle. Il latte definito fresco dalle necessarie leggi attuali è già il prodotto di filtrature, centrifugature, pastorizzazioni ed omogeinizzazioni che vogliono garantire la salubrità del prodotto cercando di essere il meno invasive possibile sul suo gusto e sui suoi valori nutritivi, ma che creano comunque una frattura tra la realtà del processo che collega la stalla alla scodella e l'immagine che il concetto di freschezza evoca.
   
  Fatti mandare dalla mamma non ama il consumatore, perché ha cercato di infiltrarsi nelle fratture normative proponendo un prodotto che è sicuramente buono, ma ancora più lontano dalla freschezza di quanto non lo sia già oggi il latte definito tale. Ha perpetuato ed articolato l'inganno. Ci vuole chiarezza. Chiediamo al legislatore di chiamare il prodotto con il suo nome, latte fresco pastorizzato microfiltrato, per distinguerlo, oneri e onori, dagli altri tipi di latte.

 

 
 
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